Sansepolcro/Piccoli democratici crescono

Primo incontro pubblico dei dissidenti Pd

di Gaetano Rasola

I Democratici per Cambiare hanno organizzato la loro festa pubblica nella Piazzetta di San Paolo. Per due giorni si sono incontrati i cittadini per discutere delle attività del movimento in questi pochi mesi del dopo voto. Malgrado la sonnacchiosa Sansepolcro di fine estate, caldissima, svuotata di persone dalle ultime corse al mare o in montagna, in attesa dell’Estate Biturgense in cui il Palio della Balestra costituisce il clou di tutte le feste cittadine, numerosa e trasversale è stata la partecipazione. Una sfida impensabile, prima che impossibile. Quanti avrebbero risposto? Quanti sarebbero stati interessati da un dibattito sulla scuola con Dario Missaglia? Quanti dalle comunicazioni delle attività del movimento alla ricerca di una maggiore visibilità, almeno per ora, cittadina? Sfida vinta, visti i numeri e l’intensità degli incontri. Quando i giovani trovano una motivazione convincente per operare diventano efficacissimi, riescono nelle iniziative più improbabili e nei tempi (anche climatici) meno favorevoli. In questi mesi estivi postelettorali si sono fusi con la lista civica Cittadini per Bianchi e si sono dati una struttura più ampia, dopo una serie numerosa di incontri serali, malgrado l’afa estiva, sotto la regia del coordinatore Luca Galli, un giovane ingegnere meccanico. Un gruppo che si è stabilizzato e si è distribuito i compiti operativi. E che ha deciso di aprirsi a un confronto con la città con questo primo incontro pubblico.
Il risultato è stato ampiamente soddisfacente, la partecipazione alta. Il dibattito con Missaglia ne è l’esempio migliore. Iniziato poco dopo le 17,30, alle 20,00 era ancora vivissimo e partecipato. Spegnerlo è stato faticoso tanto i presenti erano coinvolti nella discussione. Un dibattito sulla scuola è il modo per addentrarsi nella crisi dell’Italia attuale, per scoprire magagne evidenti e nascoste, per capire i rischi che corre il nostro paese nell’attuale fase di stagnazione e, forse, emarginazione dallo sviluppo mondiale. Ma anche il senso di una perdita di un bene comune, importante come l’acqua e l’aria è stato detto, che poi è difficile recuperare e riportare a livelli di efficienza. I tagli alla scuola e il suo sistematico ridimensionamento, stanno passando, tra il fastidioso chiacchiericcio della destra che ciancia di riforma e il rumoroso, sostanziale, silenzio dell’area progressista, quel centrosinistra tanto rissoso quanto inefficiente. Una combinazione che sta facendo saltare tutte le conquiste democratiche e i diritti individuali faticosamente ottenuti nel trentennio 1955-1985. Per Dario Missaglia siamo di fronte non solo a una profonda crisi politico-finanziaria, ma anche a una crisi sociale e antropologica che mette in gioco i caratteri di uno sviluppo tutto da ripensare. Un ripensamento che riporti alla sobrietà non solo dei consumi. Occorre immaginare un diverso futuro per il nostro paese, fondato su nuove basi etiche e morali. La discussione è stata partecipata e trasversale. L’ex assessore alla scuola dell’amministrazione Polcri, la professoressa Luisanna Alvisi, ha esposto la sua idea di scuola: una sorta di “nozionificio” che dia le basi necessarie solo ad affrontare il mondo del lavoro. È necessario – le è stato ribattuto – che la scuola recuperi un ruolo diverso e più ampio. E riesca a fornire ai ragazzi quella meta-conoscenza necessaria per orientarsi nella vita, non solo nel mondo del lavoro.
Alla festa hanno partecipato anche il sindaco Frullani e il vicesindaco Laurenzi, invitati per l’occasione. Hanno potuto constatare la vitalità e la capacità di mobilitazione di questo movimento che intende prendere, e qualcosa ha già fatto, l’iniziativa politica su molti temi. Un primo contrasto si è avuto sul tema della ripubblicizzazione dell’acqua dopo il risultato dei referendum. Il Movimento chiedeva una iniziativa pressante sulle autorità regionali che facesse da traino per aprire ai risultati dei referendum, l’attuale amministrazione ha preferito affidarsi ai tempi e alle scelte che saranno prese da queste autorità. Senza interferire.
Un’altra iniziativa messa in cantiere riguarda la diga di Montedoglio. Ormai è in scadenza l’ultimo ventennale rinnovo dell’Ente di gestione e, quindi, è il tempo di dare una soluzione definitiva al problema. La proposta del Movimento immagina la partecipazione degli enti locali alla gestione della diga, perché sono quelli che a causa della costruzione ne hanno sopportato i maggiori oneri. Sia come occupazione di territorio (Pieve Santo Stefano), sia come esposizione a possibili rischi, come ha dimostrato l’evento del 29 dicembre 2010 (Anghiari, Sansepolcro). Nella proposta si chiede conto delle ragioni della vendita dell’acqua del lago, a scopi idropotabili, a Umbra Acque e Nuove Acque a prezzi stracciati (5 centesimi/mc?), senza che questo prezzo abbia una ricaduta positiva sui cittadini. Si tratta, insomma, di una proposta articolata in cui si ipotizza anche il finanziamento, con il ricavato della vendita dell’acqua, di opere pubbliche necessarie al territorio. Come il secondo ponte sul Tevere necessario a impedire l’isolamento del territorio posto sulla sponda sinistra del fiume, secondo quanto dimostrato nell’incidente ricordato. La proposta di partecipazione dei comuni alla gestione dell’opera ha poche probabilità di essere accolta, ma restano molte altre possibilità di ottenere soddisfazione alle richieste attraverso una pressione ben coordinata su Regioni, Provincie e sulla società che verrà costituita.
Altre iniziative prese dal movimento, attraverso interrogazioni e mozioni in Consiglio Comunale per sollecitare l’amministrazione, riguardano il problema della scuola. Soprattutto quella elementare dove la situazione è effettivamente disastrosa. Anche il lavoro è oggetto di attenzione particolare. Un gruppo specifico del movimento segue le diverse situazioni di crisi e tiene informato tutto il gruppo operativo per organizzare eventuali e mirate iniziative pubbliche. Sotto la lente ci sono attualmente sia la Buitoni che il Molino Sociale. Il pastificio ha perduto, a oggi, 60 unità lavorative; ma le nuvole nere che si addensano si chiamano perdita dell’uso del marchio Buitoni e nessun piano industriale, che pure era stato garantito. Il Molino Sociale è stato sostituito da una società, la SAV. L’accordo prevedeva il riassorbimento totale dei dipendenti, ma per ora ne sono rientrati circa la metà e gli altri sono alle prese con problemi causati dai cosiddetti ammortizzatori sociali. Situazione più delicata per soci e creditori che, probabilmente, non vedranno riconosciuti che in minima parte i loro crediti.
Il Pd provinciale, nella persona del segretario Meacci, ha rifiutato il rinnovo della tessera ai dissidenti del Pd biturgense che hanno dato vita al movimento. Visti i tempi, che abbia fatto loro un favore?

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