Sansepolcro/Il pd è allo sbando

Le elezioni sono alle porte, ma…

Due fazioni contrapposte si scontrano all’interno del centrosinistra. E nessuno è in grado di dire come andrà a finire. Ma anche a destra le cose non vanno molto bene

di Gaetano Rasola

Riusciranno i partiti di Sansepolcro a impedire che il papa straniero occupi il soglio di Palazzo delle Laudi? Al momento solo a destra si comincia ad intravvedere la probabile squadra che affronterà la situazione e sfiderà il papa straniero. Mentre il partito con il maggior seguito in città, il Pd, vive una vera crisi di identità. La discesa dalla ritta d’Anghiari di Bianchi e la protervia di Michele Boncompagni nella difesa del posto conquistato con tanta pervicacia, lo hanno chiuso in un angolo da cui sarà difficile sortire senza perdere molte piume. La sensazione di un gruppo che sbanda, incapace di trovare una soluzione, si è diffusa in città. La trattativa avviata e subito chiusa con l’Udc, che pretendeva il candidato sindaco a prescindere da ogni accordo, la dice lunga sulla perdita di egemonia del gruppo dirigente del Pd. Anche il rifiuto della Frullani, la ex sindaco di San Giustino, è significativo della ricerca affannosa ma confusa di una alternativa purchessia ma capace di riconquistare l’attenzione dei cittadini. Su questa proposta la reazione negativa di Michele Boncompagni è giustificata, se un candidato alternativo non deve venire dagli iscritti del Pd, come è possibile rifiutare Bianchi e accettare Frullani, l’uno iscritto ad Anghiari, l’altra a San Giustino? Uscire da questo pantano non è facile e l’inevitabilità di andare in solitudine alle elezioni sembra la soluzione più appropriata, sperando di superare il quorum nel ballottaggio e poi recuperare i voti necessari per superare il traguardo. Tutto dipende dal numero delle liste che concorrono alla gara.
L’ex presidente della Provincia, Vincenzo Ceccarelli, spin doctor del gruppo Pd, deve risolvere un problema tutt’altro che facile ed è andato persino in vescovado per trovare il filo giusto. Inutilmente. Intanto la contrapposizione che taglia il partito e lo divide in due gruppi contrapposti fino all’odio, rende difficilissima una ricomposizione della base al momento del ballottaggio. Almeno questa è la percezione di alcuni dirigenti del Pd. Ma in città sembrano tanti quelli che decideranno con la loro testa. Il gruppo Bianchi è il più attivo. La coalizione e lui stesso sono attivissimi negli incontri con le associazioni, i sindacati, le categorie, i cittadini. In questo quadro le Acli di Arezzo hanno emesso un comunicato in cui scrivono: «Si è sviluppato un ampio confronto che ha fatto emergere una prima significativa convergenza di metodo circa la scelta della politica del dialogo e della partecipazione attiva dei cittadini, avviando, fin da subito un serio lavoro di ascolto capillare delle esigenze del territorio, dal centro alle periferie e alle frazioni».
Sembra avviata anche una strategia di attenzione nazionale sulla campagna del Borgo. Il primo incontro è con Paolo Ferrero, segretario del Prc. A me sembra un autogol. Ferrero era ministro nel governo Prodi e organizzò contemporaneamente manifestazioni di piazza contro il medesimo governo. Affidabile? Sono in corso trattative anche con Matteo Renzi, sindaco di Firenze, sperando non glorifichi Berlusconi, e Nichi Vendola. Anche il programma della coalizione impegna dei gruppi di lavoro formati da componenti i partiti della coalizione stessa. I tempi stringono. Intanto il gruppo dei giovani “Democratici per cambiare” continua a battere la città per farsi conoscere incontrando anche ostacoli imprevisti come il rifiuto, all’ultimo momento, di utilizzare la sede della parrocchia del Sacro cuore per un incontro, precedentemente concordato, con gli abitanti di quel quartiere. In questi incontri la domanda ricorrente è: perché vi siete divisi? Da qui la spiegazione (faida?) della proterva difesa del proprio solitario operato da parte del gruppetto di Boncompagni, inutilmente contestato. Ma è un terreno scivoloso.
A destra il candidato più probabile, anzi certo, è Fabrizio Innocenti. Sarebbero a buon punto le trattative per comporre la coalizione che dovrebbe sostenerlo. Per ora è formalmente una lista civica, anche se ci sono tutti quelli del vecchio schieramento meno l’Udc. Sembra anche definita la squadra che lavorerà con lui. Il gruppo di Fli – Futuro e Libertà Italia – non si scinde dal Pdl locale, pur avendo costituito il proprio partito un paio di settimane fa, con clamore e sforzo mediatico. È venuto da Roma l’ex ministro Ronchi, per santificarne la nascita. La defezione dell’Udc dal gruppo Innocenti sembra, per ora, dovuta alla speranza di stanare il Pd da via Agio Torto e strappargli la poltrona di sindaco in cambio del suo appoggio. Alla fine dello scorso mese l’Udc ha aperto la sua nuova sede sul Corso, a Porta Romana. Ma la politica del partito di Casini, a Sansepolcro, è collegata a fili stretti con quella di Arezzo. Anche lì la trattativa tra Pd e Udc va avanti, ma per ora non sembra partorire grandi risultati; i maggiori centri della provincia tentennano, perché pesa accettare questo accordo. Sembra un po’ essere tornati ai tempi delle alleanze Pci-Psi. Ad Arezzo un sindaco socialista con l’appoggio diretto del Pci, in provincia sindaci Pci con appoggio socialista. Ma la forza di quella che viene definita “sinistra estrema”, Sel-Prc-Pdci, è abbastanza consistente per ostacolare, se non impedire il raggiungimento di questo accordo di centro Udc-Pd, come stanno tentando di fare a livello nazionale, finora con modesti risultati.
Franco Polcri rinuncia a correre. Lo ha annunciato in conferenza stampa esaltando i risultati raggiunti. Qualche consiglio stringente per rinunciare deve essergli arrivato, visto che il regolamento del Pdl prevede la ricandidatura del sindaco uscente, se ha concluso l’intera legislatura. Tanto da sembrare essere stata questa una delle ragioni per cui Fabrizio Innocenti ha costituito una lista civica cui appoggiarsi e non si presenta come il candidato di continuità con la precedente amministrazione. L’altra, è l’incredibile fallimento dell’esperienza! La lista civica vuole anche essere un momento di rottura, di discontinuità con il passato. Nella speranza che i cittadini dimentichino presto.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici nostri e di terze parti. Cliccando o chiudendo questo banner, presti il consenso all’uso di tutti i cookie
Cosa sono i cookies ?