Saggi , saggi, saggi…

a cura di Ambra Bambini

Gianrico Carofilgio “la manomissione delle parole”.

«Le nostre parole sono spesso prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole. Le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle».
In una straordinaria manomissione (il cui significato discende dalla cerimonia con cui lo schiavo veniva liberato, presso i romani) l’autore riporta alla luce la forza originaria di alcune parole fondamentali. Con un orizzonte assai più ampio di quello legato al comunicare, trasmettere messaggi, raccontare storie; perché le parole hanno la capacità di produrre trasformazioni e «possono letteralmente essere lo strumento che cambia il mondo». E ce n’è bisogno, soprattutto oggi che l’aderenza delle parole ai concetti e alle cose è un fenomeno sempre più diffuso «in forme palesi e drammaticamente visibili». Le parole, dunque, “fanno” le cose: si pensi (in negativo) alla neolingua dal regime di Oceania, nel romanzo “1984” di Orwell, creata per diminuire la potenzialità del pensiero… Oggi, l’usurpazione, il furto delle parole è un fenomeno lento, progressivo e ricorrente. Ciò accade soprattutto con le parole: democrazia, libertà, popolo, amore.
Carofiglio analizza, in particolare cinque parole elementari che appartengono al linguaggio comune; si tratta di “parole primarie” , gravemente svuotate: il tentativo è quello di riempirle, di restituire loro la vita, renderlo – secondo l’espressione del filosofo Parain – “pistole cariche”.
Senza addentrarsi nel merito dei loro veri e profondi significati, per non togliere al lettore il gusto della scoperta, val la pena di elencarle solamente. Si tratta di: VERGOGNA / GIUSTIZIA / RIBELLIONE / BELLEZZA / SCELTA.
Il libro si conclude con un importantissimo capitolo dedicato a “Le parole del diritto” e con un compendio di note che ne arricchiscono e ne ampliano la possibilità di lettura e di comprensione.
Straordinario saggio di sincero e limpido impegno etico e politico.
Profondo, stimolante e appassionante completa mirabilmente il tracciato delle “Lezioni americane” di Italo Calvino: dove quest’ultimo analizza il senso delle parole dedicate al sentire e all’Estetica, Gianrico Carofiglio restituisce significato e ampiezza a quelle dell’Etica.
Inconsueto e brillante anche sul piano letterario è sicuramente tra i migliori libri del nuovo millennio. Imperdibile!
Ed. Rizzoli, euro 13,00

Paolo Rossi “Speranze”

Il filosofo della scienza, Paolo Rossi, propone un approfondimento nel pensiero diffuso del nostro tempo. Al di là della facile polarizzazione tra il “ senza speranze” e le “smisurate speranze”, lo studioso ci propone una via d’uscita sul tracciato di una “ragionevole speranza”. In uno stile semplice, accessibile e avvincente.
Editrice Il Mulino-Voci, pp. 146, euro 16,00

Stéphane Hessel “Indignatevi!”

Potente il messaggio di questo libriccino: attraversa alcuni decenni, è opera di un ultra novantenne e nonostante ciò sembra una rosa che è appena fiorita. Con tutte le sue spine al posto giusto per punzecchiare le coscienze addormentate. Al centro, la Resistenza francese (e non solo) e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma soprattutto l’indignazione; per guarire dall’ indifferenza diffusa e aprirsi al risveglio.Un regalo per tutti, da non perdere!
ADD Editore, euro 5,00

Enzo Bianchi “L’altro siamo noi”

«Lo straniero ti permette di essere te stesso, facendo di te uno straniero. La distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa, che ci separa da noi».
Così, il priore Bianchi, citando Edmond Jabès, mette l’accento sul tema di questo splendido libretto. In presenza di una pandemia etica (“ la barbarie diffusa”) che perverte la natura stessa del vivere civile, il sentirsi attori di una storia collettiva e l’immaginare se stessi assieme agli altri nei valori condivisi sono le sole qualità che ci rendono capaci di costruire la “polis”; il vero senso, cioè, della politica.
«Diàlògos: parola che si lascia attraversare da una parola altra; intrecciarsi di linguaggi, di sensi, di culture, di etiche; cammino di conversione e di comunione». Il dialogo non mira al consenso,alla normalizzazione media; consiste invece nel prendersi per mano e avanzare insieme.
Libretto luminoso, denso, nitido; una vera pietra preziosa da portare sempre con sé, per assorbirne ogni volta la luce.
Einaudi, euro 10,00

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