Politica locale/SE A UN PAPA STRANIERO SE NE AGGIUNGE UN ALTRO

Sansepolcro. La situazione si fa incandescente all’interno del centrosinistra

Dopo Danilo Bianchi arriva dall’Umbria Daniela Frullani. Sarà sostenuta dall’apparato Pd, che teme le idee eretiche dell’ex sindaco di Anghiari

di Gaetano Rasola

Le prossime amministrative sono estremamente incerte sia per il ballottaggio che per l’elezione finale e ci si arriverà sul filo di scarti percentuali minimi. A meno di sorprese al momento imprevedibili. Al nastro di partenza si presentano, per ora, quattro formazioni: Innocenti-Marzi per la coalizione di centrodestra; Frullani-Laurenzi per quella di centrosinistra; Bianchi per il raggruppamento di sinistra-centro; Viva Sansepolcro, lista civica tradizionale con un bacino di voti intorno all’8-10% dell’elettorato. Il candidato sindaco è Mirko Giubilei, un giovane ingegnere, ma ospita nella lista personalità conosciute e apprezzate in città. Andrea Borghesi, coordinatore della lista Civica, contattato anche dal Pd per la candidatura; Bruno Capaccioni, docente di geologia a Urbino, per un paio d’anni assessore all’ambiente nel primo governo Casini, poi dimessosi per divergenze sulla gestione dei rifiuti; Giancarlo Montuschi, professore alla scuola d’Arte ma, soprattutto, pittore e ceramista di fama internazionale. Una lista, quindi, molto connotata da queste personalità che riceverà l’attenzione dei suoi elettori tradizionali.
Restano, quindi ipoteticamente, il 90% dei voti e tre liste. La lista del tandem Innocenti-Marzi si pone in continuità con quella del professor Polcri, mantenendo la stessa squadra e gli stessi appoggi politici (Pdl, Fli, Udc,Cl, Lega nord). Respingono l’accusa di fallimento che arriva dall’opposizione per non aver completato l’attuazione del piano strutturale (manca il regolamento edilizio) e per non aver realizzato il secondo ponte sul Tevere. Ma arrivano critiche anche per la caotica situazione delle scuole elementari, tuttora accampate in modo provvisorio in ambienti di fortuna. Non solo, dicono gli avversari, non è stato avviato a soluzione il problema, ma non è neanche stata abbozzata una soluzione possibile; intanto è stata concessa a un privato la costruzione e la gestione per 17 anni della nuova scuola materna con una gara cui ha partecipato un solo concorrente. All’elenco delle critiche vanno aggiunte poi quella di aver passato la gestione di quasi tutte le opere previste nel contratto di quartiere ad Arezzo-casa e di aver trasformato il sindaco uscente nel capro espiatorio del fallimento. Malgrado tutto ciò, nessuno finora ha pronosticato alla lista un voto inferiore al 30%. Le due liste che restano si contendono, quindi, il restante 60%.
Il Pd ufficiale spera molto nella tenuta dello zoccolo duro, quello legato all’apparato, per superare la lista di Bianchi e raggiungere il ballottaggio. Le traversie sono state molte, non solo per arrivare a trovare un candidato che garantisse apparato di partito e cittadini, ma anche (forse soprattutto?) per superare la determinazione del segretario di sezione a non farsi da parte. Vincenzo Ceccarelli, l’ex presidente della Provincia di Arezzo e, per l’occasione, regista dell’intera operazione, è riuscito a convincere Daniela Frullani ad accettare l’incarico. In un primo momento aveva opposto un deciso rifiuto: «Non conosco la città» aveva detto, mostrando quanto fosse restia a entrare nel ginepraio del Borgo. Quali argomenti l’hanno convinta a ritornare sui suoi passi?
La carta di riserva era Andrea Laurenzi, che poi ha accettato di restare e “metterci la faccia”: sarà vicesindaco. Andrea è un giovane molto capace, di chiari sentimenti democratici e di grande apertura mentale, ma riuscirà a non farsi stritolare dal tritacarne dell’apparato del Pd? Appare molto, troppo, solo. Occorre ricordare che resta segretario della sezione cittadina Michele Boncompagni che tuttora gode di potere all’interno del Pd locale. Si dice che verrà sostituito nell’incarico con il prossimo congresso, dopo le elezioni. Dipenderà da come andranno. Boncompagni ha fatto buon viso a cattivo gioco, ha ottenuto il ringraziamento pubblico, oltre che di Ceccarelli, anche del segretario provinciale Meacci per il «passo indietro che di questi tempi nessuno compie più». Resta la figuraccia e lo schiaffo alle regole che il Pd si è dato per non averle rispettate. Che differenza c’è tra Bianchi e Frullani, che ha consentito alla seconda di essere preferita al primo anche senza primarie? Sono entrambi iscritti al Pd di un altro paese (rispettivamente Anghiari e San Giustino), sono stati entrambi amministratori pubblici (sindaci per 2 legislature ad Anghiari e San Giustino). Se c’era da dare una preferenza, doveva riceverla Danilo Bianchi che ha operato all’interno della Valtiberina Toscana e ne conosce maggiormente le dinamiche rispetto a Daniela Frullani che invece ha operato nella Valtiberina umbra. Senza discutere le rispettive capacità dimostrate da entrambi validamente sul campo.
Da questo vulnus del Pd ai propri regolamenti interni, nasce la diatriba che potrebbe consentire alla destra di Innocenti di sedere a Palazzo delle Laudi al posto di Polcri. Entrambe le formazioni di centrosinistra stanno facendo ricorso a figure nazionali di partito per galvanizzare i propri elettori e avere un accreditamento nazionale. La lista di Bianchi ha avuto un incontro pubblico con Ferrero, segretario nazionale del Prc. Ora sperano di portare anche Renzi e Vendola. Il Pd e la lista Frullani hanno portato in città il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, con grande successo di partecipazione. Dovrebbe però spiegare quel sibillino: «a Sansepolcro c’è bisogno di discorsi chiari e trasparenti».
Anche Veltroni viene, l’11 aprile, quando il giornale è in macchina. Ma non aveva abbandonato da segretario il partito, un paio d’anni fa, senza un motivo chiaro dopo il gigantesco mandato ricevuto (tremilioniemezzo di voti alle primarie)? Non doveva ritirarsi in Africa? È partita anche la campagna elettorale con tutti i trucchi, come il voto disgiunto che stanno studiando i senatori del Pd. Quindi guerra totale con l’uso anche di armi pesanti e tutte le cartucce a disposizione. Altro che toni soft. Probabilmente la Valtiberina toscana è diventata improvvisamente importante più di quanto sia mai apparsa. La “minaccia” di Danilo Bianchi di terremotare, in caso di vittoria, anche la Provincia e non solo, portando avanti le sue idee “eretiche” sulla gestione dell’acqua, dei rifiuti, di Montedoglio, è stata presa sul serio. Ed è temuta non solo da quel che resta dell’apparato del partito cittadino, ma soprattutto da quello provinciale e regionale. Il 12 e 13 giugno si andrà a votare per i referendum – ripubblicizzazione dell’acqua, nucleare (ci diranno tutta la verità su Fukushima?), processo breve – che indicazioni daranno il Pd di Sansepolcro, di Arezzo, di Firenze? Enrico Rossi ha detto di andare.

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