Mostre/Sandra Binion e i suoi happening

Incontri con gli artisti

di Maria Sensi

In occasione di una mostra personale tenutasi nel suggestivo borgo toscano di Buggiano Castello, abbiamo incontrato Sandra Binion, poliedrica artista multimediale statunitense, nativa di Chicago (www.sandrabinion.com). Con approccio interdisciplinare, Binion si esibisce in live performance, attraverso videoart, non disdegnando opere fotografiche tradizionali o dipinte. Negli ultimi due anni ha trascorso molto tempo in Toscana, in virtù di un programma di “artist in residence” reso possibile grazie a una mecenate italiana. Ha elaborato così un progetto ad hoc: “Botanica”, evento di bellezza e poesia rare, intimamente legato al territorio, ispirato alla ricca natura e allo straordinario paesaggio toscano.
Allestita con grazia ed eleganza nel chiostro dell’antica chiesa benedettina del borgo di Buggiano Castello, l’esposizione si è rivelata un percorso nelle molteplici fasi creative della Binion, ove video-multischermo e fotografie digitali si sono accompagnati ad acquerelli e taccuini di viaggio. Un luogo peculiare ha accolto e dischiuso allo sguardo dei visitatori l’approccio contemporaneo di un’artista che muove le sue ricerche in comunione con la natura, intendendo celebrare, in modo essenziale ma sofisticato, il patrimonio culturale di questo lembo d’Italia.
Binion accumula e colleziona nel suo studio esemplari naturali trovati nel corso di passeggiate attraverso giardini, strade e campi. Molti di questi oggetti – così come fotografie e disegni – appartengono a uno stadio transitorio. Può trattarsi di elementi naturali in fiore o appassiti, superfici acquose e sfuggenti, gusci vuoti: tutto riveste un’importanza speciale al suo occhio e alla sua sensibilità. Successivamente, con un approccio basato su azioni associative, Binion interpreta e ricombina le varie componenti, attenta non solo alle loro forme, colori e consistenze, ma anche alle connessioni da esse mutualmente evocate. La mostra è risultata un momento prezioso, in cui sono emersi sotto la giusta prospettiva tutti i vari contributi dell’artista. In virtù di un filo invisibile, le opere hanno costituito, seppur in ogni loro singola essenzialità, un “unicum”. La metamorfosi degli oggetti, trasformati in opere d’arte grazie alla mente organizzatrice e alla sensibilità dell’artista, ha rivelato grande attenzione per i dettagli, senza che l’idea globale ne venisse sminuita. Di grande suggestione è apparsa “Vino”, un’installazione video a quattro schermi con inquadrature focalizzate su quindici donne del borgo, protagoniste mentre spremono l’uva (azione antica in una terra dove questo “nettare” regna sovrano). Di notevole qualità anche gli acquerelli, ispirati a esemplari botanici: senza esserne riproduzioni descrittive, ma spontanei e combinatori (talvolta memori del “dripping” di Pollock), hanno mostrato tutta la gestualità della Binion. Parimenti, molto evocativa si è rivelata una serie di fotografie dipinte, atte a combinare l’immediatezza di forme acquerellate con le immagini fotografiche del mondo reale.
E, dopo la Toscana, Binion è stata invitata a esporre i suoi acquerelli a Palazzo Costa nella splendida città di Mantova. Qui, grazie all’infaticabile Lucio Pozzi (artista poliedrico anche corrispondente del Giornale dell’Arte da New York) e alla studiosa Annarosa Buttarelli, è sorta un’interessante iniziativa: “MAT / tam” Manto Arte Temporanea (citando nel titolo Manto, mitica sacerdotessa fondatrice di Mantova).
Scopo dei loro happening? Naturalmente far vedere arte, ma – sta qui la peculiarità – improvvisamente, per brevi momenti e in luoghi disparati. L’idea è geniale: organizzare col passaparola (tam tam) mostre o eventi (come essi dicono: “sono cose da vedere, ma poi succede che ci sia anche roba da leggere o ascoltare o toccare o assaggiare o fiutare”).
In controtendenza assoluta rispetto alle grandi “mostre-monstre”, gli eventi si prefiggono di far incontrare poche persone, per conoscersi e avere un contatto diretto con l’arte e l’artista. Gli happening sono estemporanei e vengono annunciati a voce o per e-mail. Solitamente durano un paio d’ore: piuttosto che avere programmi, il senso di questa operazione genera il suo significato mentre avviene.

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