Mostre/Convivenze e diversità

Citerna, 3° Festival della fotografia

di Antonio Guerrini

320 fotografie suddivise nelle ampie sale espositive del palazzo comunale di Citerna e negli Ammassi sottostanti – recentemente ristrutturati – in 12 mostre di altrettanti autori; due fotografi stranieri: René Peña – in rappresentanza di Cuba, prima nazione ospite – e Monika Bulaj, fotografa freelance polacca; 5 mostre dislocate in attività commerciali del territorio comunale – ristoranti e mobilifici –. Sono questi i numeri della III^ edizione di CiternaFotografia, il festival dell’immagine, citata recentemente anche nel salotto buono della fotografia a Milano.
Il tema su cui si incentrano le mostre è di particolare attualità e tocca uno dei nodi più controversi e complessi della contemporaneità: Convivenze e diversità. I lavori esposti contengono la narrazione delle Convivenze possibili, illuminate da Monika Bulaj che è andata a scrutare (“Genti di Dio. Viaggio nell’altra Europa”) nel cuore di un “continente” caucasico misterico e sconosciuto, dove si incrociano le diversità di popoli e confessioni irriducibili eppure attaccati prepotentemente ad antiche tradizioni e culti rivisitati secondo interpretazioni apparentemente incomprensibili e che riescono a toccarsi nonostante le orrende memorie che li dividono. O i ritratti dei malati di Aids sudafricani immortalati da Silvia Amodio, entrata nelle loro comunità in punta di piedi per ascoltare le persone e le loro storie, vicino ai volti delle mamme testimoni del massacro di Srebrenica (conflitto serbo-bosniaco 1995) in cui furono trucidati, in tre giorni, quasi 10 mila musulmani tra donne, vecchi e bambini. Testimonianze di attraversamenti dei confini geografici, religiosi e culturali, ma anche delle impercettibili linee di demarcazione tra normalità e follia, come quella dei malati di mente immortalati nei manicomi prima dell’avvento della legge Basaglia, o i moderni schiavi delle tratte marine che trasportano il loro carico di morte. Tutto viene descritto dall’implacabile occhio del fotografo, il quale, con un singolo fotogramma, riesce a rappresentare le contraddizioni della realtà contemporanea come nessun’altra descrizione riesce a fare. Una narrazione della modernità complessa e variegata in cui tutto rimane sospeso nell’equilibrio sempre mobile tra due poli delle convivenze e diversità. Due categorie appartenenti allo stesso campo magnetico della cultura e della vita, in perenne dialettica trasformatrice. Come quella esistente tra gli adolescenti in procinto di diventare adulti o i corpi immortalati da René Peña in Hacia adentro e Ritos, il quale, attraverso l’aspetto fisico della società, cerca di ricavare l’anima di un popolo. CiternaFotografia, ideata dea Enrico Milanesi, assieme alla mostra sul Risorgimento in Altotevere, a cura di Alvaro Tacchini, e il seminario dedicato a Luca Pacioli costituiscono tre iniziative culturali di grande spessore culturale e un patrimonio di iniziative che dimostrano un’attenzione crescente delle pubbliche istituzioni locali alla sua storia, alle sue tradizioni e alla capacità di innovarsi in questo settore, meritevoli di un successivo e più dettagliato approfondimento.

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