Il tema del mese/Stile sovietico

Il Consiglio comunale tifernate boccia per “motivi politici” tutti gli emendamenti proposti dall’opposizione

di E.R.

Il primo consiglio comunale dell’era Bacchetta ha lasciato l’amaro in bocca a quanti speravano almeno in un cambiamento di stile della nuova amministrazione, in un approccio più dialogante e attento alle proposte delle opposizioni. Invece nulla. La supponenza e la scarsa considerazione per le idee altrui è quella di sempre. Quella che conosciamo fin troppo bene, almeno a stare al lungo e articolato resoconto dell’ufficio stampa del Comune tifernate.
Fa impressione leggere il passo in cui si dice: «Tutti gli emendamenti sono stati dichiarati non accoglibili dall’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi per motivi politici e la proposta relativa alla Tarsu anche per il parere negativo degli uffici comunali». E che vuol dire, che le proposte degli avversari politici vanno scartate a priori? Gli emendamenti cui accenna il comunicato, cinque in tutto, erano stati proposti da Paola Pillitu del Patto civico per Castello e da Roberto Colombo dell’Idv. E si riferivano a questioni perfino scontate per una amministrazione di sinistra. Il primo riguardava l’estensione del telecontrollo agli impianti di pubblica illuminazione e la sostituzione delle lampadine incandescenti con quelle a basso consumo. L’intervento si sarebbe dovuto realizzare con i 100 mila euro destinati alla costruzione del Cva nella zona Salaiolo. Si può discutere sull’opportunità di rinunciare alla costruzione di una struttura pubblica già annunciata dal sindaco precedente, ma non si può snobbare una importante proposta di risparmio energetico. Finalizzato al risparmio energetico era anche l’emendamento n. 3 che suggeriva al Comune di individuare delle superfici pubbliche da concedere a privati per realizzare impianti fotovoltaici, dietro pagamento da parte di questi ultimi di una concessione. Ma l’idea più interessante era quella di individuare, naturalmente fuori dal centro storico, parcheggi pubblici o aree di sosta dove poter realizzare con pannelli fotovoltaici pensiline ombreggianti. A costo zero per il Comune. Anzi, con la prospettiva di realizzare degli utili dalla riscossione delle concessioni e contemporaneamente contribuire a ridurre le emissioni di CO2. L’idea è stata bocciata per “motivi politici”. E nessun consigliere di maggioranza ha avuto nulla da obiettare. L’esortazione di Cristian Goracci a «rispolverare il piano energetico comprensoriale», allora, fa solo sorridere.
Un altro emendamento a costo zero suggeriva di costituire un ufficio, interno al settore Sviluppo Economico, con il compito di occuparsi soprattutto del reperimento di fondi europei (diversi cioè da quelli strutturali di livello nazionale e regionale), fruibili direttamente dalle imprese e dalle pubbliche amministrazioni del territorio. E di provvedere con tempestività a informare i privati sul modo più rapido per superare tutte le difficoltà burocratiche. È una vecchia idea che risale almeno a 15 anni fa (era uno dei punti del programma di Mario Capanna) e alla quale nessuno ha mai dato le gambe. L’ufficio ce lo abbiamo già ha risposto sprezzante l’assessore, salvo poi lamentarsi dello «”zero” sulla casella delle risorse dei fondi europei».
L’aggiornamento e l’informatizzazione dei piani di protezione civile da realizzarsi soprattutto tramite personale interno era il tema dell’emendamento n. 4. Bocciato anch’esso. Il piano c’è, e va bene così ha replicato l’assessore. Eppure il nostro è un territorio a rischio sismico e idrogeologico, ed essere sempre vigili non dovrebbe essere un optional ma un obbligo per gli amministratori.
L’ultimo emendamento proponeva di aumentare la tassa di smaltimento dei rifiuti non del 18% come previsto in bilancio ma del 9%. A una condizione però: che fosse aumentata della stessa percentuale la raccolta differenziata e che fosse elaborato un piano per il passaggio da tassa a tariffa entro dicembre. Anche in questo caso, niente di nuovo: l’allargamento della raccolta porta a porta anche alle frazioni di Cerbara e Trestina avrebbe dovuto già essere avviato e il passaggio da tassa a tariffa è previsto dalla legge. Non siamo in grado di dire se l’emendamento fosse accoglibile in toto, ma certamente è questa la strada da percorrere.
Insomma, la cosa che più stona in questa prima uscita della nuova giunta è l’atteggiamento: le proposte concrete si discutono, non si rifiutano in blocco per motivi politici.
Quella formulazione – ha ammesso lo stesso Bacchetta in occasione dell’intervista che pubblichiamo sopra – è stata impropria e sbagliata. E gli emendamenti, ce n’erano almeno un paio molto interessanti, non sono stati accolti perché «altrimenti non saremmo riusciti a chiudere il bilancio».
Nei giorni che verranno avremo modo di capire se si è trattato solo di un infortunio come il sindaco ha lasciato intendere, oppure nulla è cambiato rispetto al passato.

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