Ambiente/Agricoltura a impatto zero

Altotevere, un progetto da imitare

di Simone Cumbo

Si vedono sempre più spesso nelle nostre vallate distese di pannelli fotovoltaici. La domanda che molti si pongono è se l’alternativa all’energia nucleare possa essere questa. Alcune esperienze provano a dare risposte intelligenti al quesito.
Lanciato in Puglia pochi mesi fa, il progetto «Fotovoltaico a concentrazione e agricoltura» nasce per «aprire un confronto per introdurre regole chiare per lo sviluppo delle rinnovabili, la tutela del paesaggio e delle colture. Affermare un nuovo modello di sviluppo delle rinnovabili nel territorio per dimostrare una volta per tutte che l’energia solare e l’agricoltura possono coesistere in un binomio naturale e armonico. Il progetto rappresenta una possibile soluzione modello nella direzione dell’integrazione delle energie rinnovabili nel paesaggio e di conciliazione delle colture agricole con la produzione di energia pulita».
L’iniziativa promossa da Legambiente assieme al comune di Cutrofiano (Le) nasce per una nuova idea di innovazione, salvaguardia del territorio e opportunità di lavoro. Questo progetto è importante per diverse ragioni. «Innanzitutto punta su una tecnologia innovativa ed efficiente come quella solare a concentrazione – dichiarano Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia e Edoardo Zanchini, Responsabile Settore Energia di Legambiente – e poi si integra con le colture agricole, permettendo quindi di conciliare innovazione e tradizione. Senza dimenticare i benefici in termini di produzione di energia pulita e riduzione delle emissioni di CO2, e i vantaggi importanti dell’occupazione».
Il progetto “Fotovoltaico a concentrazione e agricoltura” primo del genere in Italia, permetterà un’efficienza del 30-40% in più rispetto al fotovoltaico tradizionale e verrà realizzato dalla società EXALTO. Il piano prevede, a Cutrofiano, la coltivazione di piante arbustive e colture che non risentono della presenza dei pannelli. Complessivamente verranno installati 5 MW su un terreno di proprietà privata di circa 26 ettari.
L’iniziativa di Cutrofiano è una concreta dimostrazione di come gli impianti da fonti rinnovabili possano essere un’occasione di innovazione tecnologica e opportunità di rilancio dell’agricoltura. E potrebbe diventare una concreta idea di sviluppo agricolo anche per il territorio altotiberino con la crisi del tabacco oramai in atto. Si potrebbero recuperare così i terreni abbandonati da tempo a causa della crisi dell’agricoltura, impiegando tecniche agricole che riducano al minimo l’impatto sul territorio.
«La presentazione del progetto Fotovoltaico a concentrazione e agricoltura – continuano Zanchini e Tarantini di Legambiente – cade in un momento particolare, caratterizzato da polemiche in molte aree della Puglia contro la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici a terra, proprio mentre in Regione è stata varata la legge per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma non sono state ancora approvate le linee guida sulla base di quelle varate lo scorso luglio dal Governo. Legambiente vuole dare il proprio contributo in questa discussione e nelle prossime settimane presenteremo un documento con proposte precise per lo sviluppo e l’integrazione.

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